Condividiamo il testo della lettera scritta in merito alla concessione del patrocinio comunale all'incontro con l'avv. Gianfranco Amato, inviata al Comune di S. Severino Marche dalla rete Chegender, sottoscritta anche dall'OdG e da altre associazioni e realtà locali. Invitiamo alla condivisione e alla sottoscrizione:


Al Sindaco
Sig.Cesare Martini
Comune di San Severino Marche
Agli Assessori tutti
Al Presidente del Consiglio Comunale
Sig. Ostilio Beni
Ai membri del Consiglio comunale
E p.c.
Al referente Circolo territoriale del PD
Sig. Marco Sabbatini
Ai segretario provinciale del PD
Sig. Settimio Novelli
Al segretario regionale del PD
Sig. Francesco Comi

20 gennaio 2016

Oggetto: “Lettera aperta al sindaco di San Severino Marche”

Gent.mo Sindaco, Assessor*, membri tutti del Consiglio Comunale,
veniamo a conoscenza della Vostra decisione di concedere il Patrocinio alla conferenza “Identità di genere o crisi d’identità?” organizzata dall’ass.ne “Non si tocca la famiglia” e il “Centro Culturale Andrej Tarkovskj” in collaborazione con la Fondazione Opera Pia Luzi, che avrà luogo il 21 gennaio p. presso l’ex Convento di San Domenico e vedrà l’Avv. Gianfranco Amato (presidente dei Giuristi
per la Vita) come unico relatore principale.

Riteniamo la concessione del Patrocinino un grave errore non più accettabile da
un’amministrazione pubblica , che ha il dovere di garantire e sostenere una corretta informazione
nel rispetto dei propri cittadini e cittadine. Aggiungiamo inoltre, tanto più grave se tale concessione viene da una amministrazione a larga rappresentanza del PD, partito di governo, che ha espresso attraverso i suoi ministri e rappresentanti con vari comunicati, la sua posizione su questo tipo di incontri, definendoli “truffa culturale su falso ideologico” e perseguibile con azioni legali .

La concessione di tale patrocinio, di contro, rende manifesta una deliberata inosservanza dell’obbligo morale di informarsi adeguatamente, prima di appoggiare quella che non è altro che un’ormai nota campagna di disinformazione votata all’odio di stampo sessista e omo/transfobico, portata avanti dell’avvocato Amato, che delle sue “crociate contro le streghe” ha fatto un vero e proprio business editoriale e uno strumento politico ad uso di gruppi fondamentalisti cattolici e di
matrice politica di estrema destra.

Come avete potuto concedere il patrocinio a questo incontro unidirezionale e perché? Con quali motivazioni un’amministrazione comunale può giustificare una tale violazione di direttive statali e una così profonda mancanza di rispetto nei confronti di tutti i cittadini e tutte le cittadine che verranno demonizzati/e e offesi/e nel corso dell’incontro qui patrocinato, il quale si basa su studi inesistenti, dati faziosi e resoconti di presunti fatti di cronaca (spesso mai riportati da fonti ufficiali
o in queste sedi deliberatamente stravolti o solo parzialmente riportati)?

Ancora più allarmante del semplice verificarsi di tali incontri è il fatto di sottoporli a genitori ignari o poco esperti di quelle tematiche, che in quei comizi vengono de-costruite e ri-costruite, ammantate di una veste giuridica e finalità pseudo-educative e infine riproposte nella forma accademica di una inesistente “Teoria del gender”, uno spauracchio senza base scientifica alcuna. Il terribile risultato è uno stato di allarme e di paura di quei genitori per i loro figli.

Le informazioni date dall’avv. Amato, infatti, sono fuorvianti, decontestualizzate e imprecise: ogni utilizzo del termine “genere” viene infatti estrapolato dal contesto normativo all’interno del quale esso è inserito per essere ricondotto nel quadro dialettico della “teoria gender” – così come da lui ridefinita –, la quale sarebbe volta a spingere le giovani generazioni verso determinati orientamenti sessuali.
Inoltre, tutta questa campagna si muove in contrasto con quanto chiarito recentemente dal MIUR attraverso la circolare Prot. AOODPIT n. 1972 del 15/09/2015 http://www.istruzione.it/allegati/2015/prot1972.pdf e ben chiarito dalla Ministra Giannini che afferma: “Si tratta di una colossale truffa ai danni della
società.

Facciamo circolare chiarimenti, lanciamo messaggi chiari ma se ciò non dovesse bastare credo ci sia una responsabilità irrinunciabile di passare a strumenti legali” .
(http://www.partitodemocratico.it/…/giannini-la-teoria-gend…/ )

Com’è noto, questi incontri/conferenze hanno come obiettivo quello di screditare la formazione scolastica pubblica sulla parità di genere, che dovrebbe invece essere il cardine di una società democratica fondata sul rispetto degli altri. Una parità di genere che va intesa come capacità della nostra società di abbattere gli stereotipi che legano le figure maschili e femminili allo svolgimento di determinati ruoli o professioni, a prescindere dagli orientamenti sessuali o dalla identità di genere di ogni singolo cittadino.

Vi Invitiamo pertanto a rileggere, nella loro interezza, le linee guida tracciate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità su queste tematiche. Nella loro introduzione è facilmente comprensibile, anche a chi non è esperto di questi argomenti, come gli obiettivi (presi di mira da Amato) siano invece riconducibili a una educazione orientata verso il rispetto nei confronti della diversità, sia
sessuale che di genere.

Siamo certi che il Sindaco Martini conosca il principio giuridico delle pari opportunità “inteso come l’assenza di ostacoli alla partecipazione economica, politica e sociale di un qualsiasi individuo per ragioni connesse al genere, religione e convinzioni personali, razza e origine etnica, disabilità, età, orientamento sessuale o politico”. La discriminazione basata su religione o convinzioni personali, 
handicap, età o orientamento sessuale è proibita in tutta l’Unione europea poiché può pregiudicare il conseguimento degli obiettivi del trattato CE, in particolare il raggiungimento di un elevato livello di occupazione e di protezione sociale, il miglioramento del tenore e della qualità della vita, la coesione economica e sociale, la solidarietà e la libera circolazione delle persone.

Siamo inoltre preoccupati degli effetti derivanti da questa campagna di disinformazione: non solo essa tende a creare dei conflitti tra diverse categorie sociali sulla base di problematiche inesistenti, ma non potrà fare altro che rendere più difficile il ruolo degli insegnanti e minacciare la loro libertà didattica - basti pensare a quanto accaduto recentemente proprio nel vostro locale Istituto
Comprensivo Tacchi Venturi a causa dell’allarmismo costruito su menzogne “a suon di whatsApp” da parte di una mamma(poi scoperta come schierata politicamente con la lega nord e tra i sostenitori proprio di questa conferenza) a proposito di letture fatte ai bambini a scuola. In quel caso, per bloccare le menzogne e lo scredito costruito verso insegnanti e collaboratori della scuola, è stato necessario un intervento del Preside e del Consiglio d’istituto, i quali hanno dovuto
chiarire la situazione con una comunicazione ufficiale ai genitori, rintracciabile sul sito della scuola.

Pertanto: siete davvero consapevoli di cosa state sostenendo con il vostro patrocinio? 
La teoria (o ideologia) gender non esiste a livello scientifico. Lo hanno detto e scritto le più importanti associazioni nazionali. Ci limitiamo a citare la presa di posizione ufficiale dell’AIP (Associazione Italiana di Psicologia) nel Marzo 2015. Riportiamo qui un breve passo del documento ufficiale, che si può recuperare sul sito dell’Associazione all’indirizzo
http://www.aipass.org/…/AIP_position_statement_diffusione_s…:
L’AIP ritiene opportuno intervenire per rasserenare il dibattito nazionale sui temi della diffusione degli studi di genere e orientamento sessuale nelle scuole italiane e per chiarire l’inconsistenza scientifica del concetto di “ideologia del gender”. Esistono, al contrario, studi scientifici di genere, meglio noti come Gender Studies che, insieme ai Gay and Lesbian Studies, hanno contribuito in modo significativo alla conoscenza di tematiche di grande rilievo per molti campi disciplinari (dalla
medicina alla psicologia, all’economia, alla giurisprudenza, alle scienze sociali) e alla riduzione, a livello individuale e sociale, dei pregiudizi e delle discriminazioni basati sul genere e l’orientamento sessuale.

Con la presente comunicazione ci rivolgiamo a Sindaco, Assessor* e Consiglio Comunale tutto affermando di credere in un ravvedimento pubblico che smentisca un’altrimenti chiara collusione alla campagna di disinformazione in atto.

E’ pertanto con spirito profondamente civile che vi invitiamo formalmente a procedere con una tempestiva e pubblica presa di distanza da questa iniziativa.

FIRMA
Rete “CHE GENDER” : Agedo Marche; Diritto Forte; Donne di Mondo
Osservatorio di Genere – Macerata
mammemarchigiane.it
Ass.ne Aradia
ANPI Provincia Macerata
Csa SISMA Macerata

 

Il Resto del Carlino, 21 gennaio 2016

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