L'Osservatorio di Genere compie dieci anni

Raccontare in poche righe dieci anni di storia associativa non è facile ma sicuramente piacevole. 

Siamo ancora qui, lo scrivo con sollievo e grande orgoglio. Stesso nome, stesso simbolo. 

 

L’avvio è stata una sfida, arrivata al momento giusto della vita di ognuna di noi, quando le idee erano solide anche perché forgiate da esperienze non sempre semplici e la necessità di lasciare una traccia era un bisogno urgente.

Trovare sostegno, fiducia, condivisione è stato naturale, immediato, e questo ci ha portate a rafforzare la consapevolezza che la strada era giusta, azzeccati il tema e la mira.

Ci si poteva muovere e si poteva agire in una forma associativa definita che avesse a fondamento il principio della parità dei diritti e l’obiettivo della cittadinanza attiva.

Partendo dalle donne certamente, cercando di dare al femminile il giusto riconoscimento all’interno di tutte le dimensioni del vivere comune.

Alcune ovvie, in quanto tradizionale terreno di scontro tra i generi ancora oggi, altre invece nuove e meno scontate; spazi di azione e di confronto emersi grazie alla voce dei più recenti movimenti per i diritti.

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Abbiamo scelto di stare dentro la storia del femminismo, con rispetto, e di volgere lo sguardo lontano, pronte a cogliere ciò che di nuovo stava avvenendo e poteva lasciare un segno.

Una posizione complicata che ci ha richiesto in molte occasioni chiavi di lettura diversificate e una capacità di sintesi indispensabile per riportare le emergenze e le richieste dentro il terreno del cambiamento efficace.

Negli ultimi anni ci siamo ritrovate spesso a pensare a quanto abbiamo realizzato, a dirci che ne abbiamo davvero “fatte troppe”. Ma la smania di esserci e provare a sperimentare linguaggi innovativi per descrivere disparità antiche ci ha sempre tentato molto.

Immagino che continueremo così.

L’associazione è cresciuta e noi con Lei. Tanto abbiamo tolto alla nostra vita personale e familiare, ne è valsa la pena, ma tanto abbiamo ricevuto.

Ogni storia e racconto, felice o disperato che fosse è stato il terreno da alimentare per capire meglio il genere e il suo intreccio con il desiderio di emancipazione e di realizzazione.

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In questi dieci anni abbiamo raccontato tanto della storia delle donne.

Le protofemministe, cioè quelle che in pratica non sapevano di esserlo, le femministe di ieri che hanno rivendicato di esserlo, le femministe di oggi che lo sono a loro modo e nonostante il peso del passato.

Ovviamente speriamo e confidiamo nel ruolo di quelle di domani che accogliamo con entusiasmo. Voci individuali e collettive, soggettività diverse per cultura, pensiero ed azioni ma egualmente piene di libertà dal bisogno, di desiderio e di sogni.

L’immagine che accompagna il nostro decimo anniversario e che ha realizzato una delle artiste dell’OdG, così ci piace chiamarle, suggerisce che il sogno della rivoluzione unisce.

Quando si ascoltano tante storie e vicende femminili diventa chiaro che non esiste un modo univoco di leggere il genere ed i suoi cambiamenti.

Ognuna può compiere la sua rivolta, a volte può anche solo sognarla, la cosa importante è che trovi uno spazio aperto, speriamo composto sempre di più anche da uomini, con cui condividerla.

Noi ci siamo.

Il festeggiamento vero e proprio è rimandato. Intanto continuate a seguirci e a sostenerci.

 

Claudia Santoni, Presidente dell'Osservatorio di Genere