Venerdì 18 dicembre a Tolentino all'Auditorium della Biblioteca comunale si è svolto l'evento di fine anno dell'Osservatorio di Genere.

In collaborazione con Popsophia – era presente Lucrezia Ercoli, direttrice artistica - c'è stata la presentazione del libro della filosofa Monia Andreani Peppa Pig e la filosofia. Tra antropologia e animalità, di recente pubblicazione per la Mimesis edizioni.

 

Lucrezia e Monia hanno concesso molto al pubblico presente, lanciando suggerimenti, proponendo chiavi di lettura acute ed efficaci. Il libro di Monia racconta di una bambina ma anche di una famiglia con ruoli di genere che appaiono moderni – Papà Pig è a tutti gli effetti un papà molto presente, una figura spensierata ma vigilante – anche se esiste un “sottotesto” nelle vicende familiari raccontate dal cartone che rende esplicita una dinamica di genere tradizionalista e stereotipa. Pensiamo al lavoro, ambito dalle forte diseguaglianze di genere.

Papà Pig lavora fuori casa, Mamma Pig a casa (il telelavoro è molto presente nei paesi anglosassoni) e nei momenti liberi Papà Pig legge il giornale in poltrona mentre Mamma Pig, che riesce a fatica ad avere momenti di pausa dal lavoro a casa, prende il té con le amiche. Il quadro è definito, ben ordinato, ripetitivo e rassicurante. In alcune storie Mamma Pig si concede piccoli atti di ribellione, atti di sfida alle norme convenzionali perchè è “una madre emancipata ma con moderazione per riguardo al marito e alla famiglia”.

A sostegno di questa lettura che Monia ci ha fornito attraverso il suo libro, de-costruendo le storie e i personaggi del cartone Peppa Pig nell'intento di svelare all'interno di quali categorizzazioni oggi i bambini e le bambine vengono invitate a spermentare la loro identità sociale, Lucerazia Ercoli ha invitato a continuare una lettura “pop” di tutte quelle forme narrative che, raccontando la contemporaneità, raccontano anche il genere. In fondo, mostrare le ambivalenze, gli elementi ricorrenti e/o quelli alternativi delle storie può essere un atto altamente ludico.

Il genere dunque non è un'ideologia ma è un paradigma attraverso il quale disvelare stereotipi, è una categoria di interpretativa del presente che può aiutare a volte a rendere più sopportabili le disparità di ruolo ancora esistenti.

Questo, in sintesi, l'evento del 18 dicembre che ha chiuso un anno di attività dell'Osservatorio di Genere.

Claudia Santoni

Foto di Simona Muscolini