ArteControViolenza è un laboratorio ideato e condotto da Aurora Carassai che utilizza il linguaggio artistico come strumento educativo per promuovere il rispetto reciproco, la valorizzazione delle differenze e la prevenzione di ogni forma di violenza e discriminazione fin dall’infanzia.
Il percorso si inserisce all’interno di Giovani Generazioni, programma di sensibilizzazione e prevenzione della violenza di genere promosso negli ambiti territoriali sociali 21, 22, 23 e 24 con il sostegno della Regione Marche e affidato alla Cooperativa Sociale On the Road, su incarico del Comune di Ascoli Piceno – capofila ATS 22.
Il laboratorio è stato realizzato dall’Osservatorio di Genere APS presso la scuola primaria “Sandro Pertini” di Pagliare del Tronto, dove bambini e bambine hanno potuto confrontarsi, attraverso il fare artistico, con temi complessi come l’identità, l’immagine di sé, il rispetto dell’altro e il rifiuto della violenza di genere. L’esperienza ha dimostrato come il media artistico consenta di affrontare questi contenuti in modo non giudicante, favorendo la partecipazione attiva e la collaborazione all’interno del gruppo classe.
Raccontare il coraggio attraverso le storie delle artiste
Il percorso si è aperto con un lavoro di narrazione e ascolto dedicato a storie di artiste che hanno trasformato la propria esperienza personale e le difficoltà incontrate in opere di grande forza espressiva. Attraverso immagini, racconti e simboli, bambini e bambine hanno conosciuto figure come Artemisia Gentileschi e Frida Kahlo, insieme a progetti artistici contemporanei come The Wall of Dolls e Zapatos Rojos di Elina Chauvet.
Questo primo momento ha permesso di introdurre in modo accessibile concetti come identità, espressione e rispetto, mostrando come l’arte possa diventare uno strumento di racconto, resistenza e consapevolezza. Le opere osservate hanno stimolato domande, riflessioni e un dialogo collettivo sulle emozioni e sulle ingiustizie, ponendo le basi per il lavoro creativo successivo.
Le mani che aiutano: collaborazione e fiducia come pratica educativa
Nel secondo incontro il laboratorio ha assunto una dimensione fortemente esperienziale. Attraverso la realizzazione del calco delle mani con garze gessate, i bambini e le bambine hanno lavorato a coppie, sperimentando concretamente la fiducia reciproca e la collaborazione. Ogni partecipante ha dovuto affidarsi all’altro, rispettarne i tempi e i gesti, contribuendo alla creazione di un’opera comune.
L’attività ha reso visibile il valore del contributo individuale all’interno di un progetto condiviso: ogni mano ha trovato il proprio spazio, ma solo insieme alle altre ha acquisito un significato più ampio. In questo modo il laboratorio ha trasformato un semplice gesto creativo in un’esperienza educativa sul prendersi cura, sull’aiuto reciproco e sul riconoscimento dell’altro.

L’amuleto del rispetto: dare forma a emozioni e legami
Il terzo incontro è stato dedicato alla creazione dell’“Amuleto contro-violenza”, un oggetto simbolico pensato per rappresentare forza, protezione, amicizia e rispetto. Lavorando con l’argilla, ogni bambino e bambina ha realizzato una piccola piastrella decorata con segni, forme e simboli scelti in modo personale.
L’attività ha richiesto uno sguardo attento verso l’altro: l’amuleto poteva essere dedicato a sé stessi oppure a un compagno o a una compagna, dopo un momento di dialogo e conoscenza reciproca. Questo passaggio ha favorito l’ascolto, l’empatia e la costruzione di legami positivi, aiutando i partecipanti a riflettere su ciò che protegge dalle emozioni negative e dai comportamenti violenti.

La grande installazione collettiva: costruire insieme una comunità del rispetto
Il percorso si è concluso con la realizzazione di una grande installazione collettiva, che ha raccolto le mani e gli amuleti prodotti durante il laboratorio. La composizione finale, una parete di simboli e forme, è diventata il segno visibile di un impegno condiviso: costruire un ambiente in cui rispetto, collaborazione e amicizia rafforzino la comunità dei bambini e delle bambine.
Attraverso questa opera corale, i partecipanti hanno sperimentato la bellezza del lavorare insieme per un obiettivo comune, riconoscendosi parte di un “insieme” più grande. L’installazione ha restituito valore al percorso svolto, rendendo tangibili i significati emersi e offrendo alla scuola un messaggio educativo duraturo.

Ricadute educative e valore del progetto
ArteControViolenza ha mostrato come l’arte possa essere un potente strumento di educazione alle relazioni, capace di attivare riflessioni profonde anche nei più piccoli. Il laboratorio ha promosso il rispetto di sé e degli altri, la valorizzazione delle differenze e la possibilità di esprimere emozioni complesse attraverso linguaggi non verbali.
Grazie al media artistico, bambini e bambine hanno potuto “tenere fuori” simbolicamente la violenza e i pensieri negativi, sostituendoli con immagini di protezione, cura e solidarietà. L’esperienza ha rafforzato la collaborazione all’interno del gruppo classe e ha contribuito a costruire una maggiore consapevolezza sull’importanza di contrastare comportamenti ingiusti e discriminatori fin dall’infanzia.
ArteControViolenza e Giovani Generazioni
Il laboratorio ArteControViolenza si inserisce nelle azioni di Giovani Generazioni, iniziativa realizzata grazie ai fondi della Regione Marche per azioni complementari di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Affidate alla Cooperativa Sociale On the Road dal Comune di Ascoli Piceno, capofila dell’ATS 22, le attività laboratoriali sono state ideate, realizzate e condotte da esperte e esperti dell'Osservatorio di Genere APS. Un impegno condiviso che riconosce nell’educazione emotiva e narrativa un investimento fondamentale per la crescita di una cittadinanza consapevole, equa e non violenta.










