Cyberincluding Goes Europe

Nuovi appuntamenti per Cyberincluding Goes Europe

LTTA in Murcia (ES)

Il progetto CyberIncluding goes Europe, cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Erasmus + Gioventù - Partenariati strategici, si sta avviando alla sua conclusione.

Di seguito il racconto di due importanti tappe che hanno avuto luogo negli ultimi mesi del 2021. Ad entrambi hanno partecipato l'Osservatorio di Genere, in qualità di capofila, e i partner TARTU ULIKOOL (Estonia)AYUNTAMIENTO DE MURCIA (Spagna)FUNDACIJA STUDENTSKI TOLAR, USTANOVA SOU V LJUBLJANI (Slovenia), MERSEYSIDE EXPANDING HORIZONS LIMITED (Regno Unito).

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Contrastare il Bullismo e il cyberbullismo: istruzioni per l'uso

Per contrastare e prevenire i fenomeni del bullismo tradizionale e del suo upgrade online, e cioè il cyberbullismo, bisogna avere una conoscenza ampia e non superficiale dell’uno e dell’altro; rintracciare le radici culturali e sociali; leggere i segnali di allarme; saper valutare gli effetti e le implicazioni del bullismo e del cyberbullismo che coinvolgono tanto le vittime quanto gli autori.

In gioco ci sono lo sviluppo sociale personale, l'educazione ed il benessere psico-fisico dei minorenni. Gli adolescenti che hanno vissuto episodi di bullismo o di cyberbullismo hanno alte probabilità di sviluppare, anche in età adulta,  difficoltà relazionali, cadere in depressione, sentirsi soli, ansiosi, avere scarsa autostima, andare incontro a disturbi correlati ad abuso e dipendenza da alcol e/o sostanze psicoattive o, persino, a ideazioni suicidarie. Infatti si è osservato che bambini e bambine, ragazzi e ragazze vittime dei soprusi subiti dai pari a scuola in molti casi hanno iniziato a manifestare un rifiuto nei confronti della scuola stessa, difficoltà a concentrarsi e ad apprendere in modo significativo ed autentico (disturbo da deficit di attenzione/iperattività, disturbo della condotta, disturbo oppositivo-provocatorio), a volte hanno finito per ingrossare le fila della dispersione scolastica, con evidenti conseguenze sulle prospettive educative e lavorative. 

Prevenire mettendo in campo strategie adeguate, prima fra tutte lo scambio di buone pratiche tra pari, consente di limitare gli effetti dannosi sull’apprendimento e sul comportamento dei ragazzi e delle ragazze. 

Di cosa parliamo esattamente?

Per poter agire in modo efficace cerchiamo però di capire cosa si intende per:

Bullismo

Il bullismo è un atto di violenza o di intimidazione, un comportamento reiterato, intenzionale e aggressivo  contro una o più vittime. A caratterizzare il bullismo è anche una sproporzione delle forze in gioco o sul piano numerico o sul piano anagrafico o sul piano evidente delle diverse possibilità degli attori in campo. Possiamo dire che si assiste ad un rapporto di potere completamente sbilanciato tra chi agisce in modo violento, il/la bullo/a, e chi subisce la violenza, la vittima, incapace di difendersi autonomamente. Il comportamento reiterato, intenzionale e aggressivo può manifestarsi non solo sul piano della violenza fisica ma anche assumere i contorni della violenza psichica diretta (insulti e minacce) e indiretta (illazioni, voci che mirano all’esclusione da un gruppo o al danneggiamento della reputazione altrui).

Cyberbullismo

Con l’avvento di internet e soprattutto dei social network, il bullismo si è trasformato in cyberbullismo. Se il/a bullo/a ha il suo palcoscenico naturale nei corridoi delle scuole, nelle aule, nelle palestre, il/la cyberbullo/a agisce sulla rete internet e attraverso il megafono dei social colpisce le sue vittime con conseguenze potenzialmente più gravi del bullismo offline: nel mondo virtuale la vittima non ha alcun rifugio o via di fuga.

Le finalità sono le stesse del bullismo tradizionale, ma il cyberbullismo ha delle “tipicità” che lo caratterizzano in modo peculiare: 

  • La prevalenza del vissuto e della ferita psicologica;
  • L’impossibilità di evitare il bullo e di nascondere il problema;
  • La possibilità di nascondersi da parte del bullo;
  • Il ruolo ancor più importante del pubblico/gruppo.

Quali sono gli eventi sentinella?

Il manifestarsi di uno o più eventi sentinella non si traduce automaticamente in un atto di bullismo o di cyberbullismo ma sicuramente è dietro questi comportamenti che si può annidare uno di questi fenomeni. Va da sé, invece, che l’assenza di eventi sentinella ci dice che il comportamento a cui stiamo assistendo non rientra nella fattispecie del bullismo e del cyberbullismo. Il pedagogista Lorenzo Barbagli, formatore all’interno del progetto, individua dei comportamenti, degli eventi sentinella appunto ascrivibili al bullo, alla vittima e allo stare insieme in gruppo. 

Vediamoli nel dettaglio:

Quali sono gli eventi sentinella riferiti ad un bullo/cyberbullo?

  • critica ma non accetta critiche
  • non si pone in discussione
  • vuole sempre la ragione
  • è prepotente, arrogante o provocatorio 
  • è egocentrico: geloso o invidioso? 

Quali sono gli eventi sentinella riferiti ad una vittima?

  • Lascia attività improvvisamente
  • Non esprime opinioni
  • Rifiuta relazioni e momenti di gruppalità
  • Evita il confronto
  • Eccessiva timidezza e rigidità 

Quali sono gli eventi sentinella riferiti al gruppo?

  • Bassa divergenza di opinioni, egemonia culturale
  • Medio/bassa conflittualità esplicita
  • Difficoltà nel prendere l’iniziativa e trovare spazi di espressione
  • Alta eterogeneità del gruppo
  • Rigidità nei profitti e stigmatizzazione dei ruoli 

Cosa fare? Come intervenire?

I fenomeni del bullismo e del cyberbullismo sono complessi e delicati poiché agiscono su un ambito di interesse cruciale da un punto di vista sociale e culturale, quello cioè relativo alla crescita, alla quotidianità dei ragazzi e delle ragazze, fondamentale anche per la loro salute. Si rende perciò  necessario che vengano messi in campo interventi educativi di prevenzione e di intervento precoce che abbiano come obiettivo principale la promozione della cosiddetta “salute mentale positiva” dei ragazzi e delle ragazze (autostima, controllo dell’aggressività, gestione delle frustrazioni, autoefficacia), il potenziamento della capacità di autoregolazione delle emozioni, ma anche il problem solving e le abilità relazionali (sviluppo dell’empatia). Per fare ciò è bene che l’intervento educativo corra su binari differenti e che coinvolga gli attori principali (bullo e vittima), che punti sulla formazione delle figure adulte di riferimento (genitori, docenti ed educatori), che sia capace di operare sul gruppo modificando comportamenti relazionali che ruotano attorno al “mito del bullo” grazie all’offerta di modelli culturali alternativi ma al tempo stesso attrattivi e positivi.

Interventi educativi sul bullo

La caratteristica principale di un bullo è rappresentata da un’aggressività mirata e rivolta a vittime specifiche cioè persone che possiedono caratteristiche tali da facilitare la loro vittimizzazione. Dirigere la propria aggressività nei confronti di queste persone, offre al bullo la soddisfazione che cerca. Quindi analizzare e comprendere per quale motivo un ragazzo o una ragazza mettano in campo un comportamento di bullismo è fondamentale per individuare strategie di gestione e prevenzione del fenomeno e per eventualmente attivare la presa in carico del bullo stesso. Il bullo può essere spesso esso stesso vittima di una “cultura del sopruso” fatta di incuria e comportamenti violenti caratterizzante il contesto familiare.

Interventi sul gruppo

Un intervento di contrasto al bullismo e cyberbullismo difficilmente si rivelerà efficace senza il coinvolgimento diretto del gruppo e la partecipazione dei ragazzi e delle ragazze che si ritrovano a vivere in prima persona la situazione di disagio da contrastare. Tale intervento si rivelerà tanto efficace, quanto più diventerà il loro progetto, vedendoli coinvolti in tutte le fasi della sua realizzazione.

Il lavoro con il gruppo può dunque prevedere diversi percorsi (metodologie e linguaggi) e diversi obiettivi in quanto si può agire: a livello personale del singolo; a livello di interazione tra ragazzi e ragazze ad esempio migliorando il rispetto reciproco; a livello sistemico cioè assumendo il gruppo come ambiente fisico. Quando il caso di bullismo si verifica a scuola e si vuole progettare un intervento sul gruppo classe, va considerato che molto spesso, già all’interno del lavoro curriculare dell’insegnante, si può compiere un percorso periodico di spiegazione dei fenomeni ad esempio affrontandoli attraverso la visione di un film o la lettura di un racconto.

Gli interventi invece programmati ed inseriti all’interno di un parallelo percorso curriculare possono essere molteplici: giochi di ruolo, teatro sociale, fototerapia ecc.

SCHEDA RACCOLTA BISOGNI 

Un primo passo fondamentale per poter agire in modo tempestivo nel caso si manifestino eventi di bullismo o di cyberbullismo - a scuola, in palestra ecc. - è la raccolta di tutte le informazioni necessarie per meglio definire i bisogni dei soggetti coinvolti. Questo può avvenire utilizzando delle schede per la raccolta e la condivisione dei dati che potremmo anche chiamare “schede raccolta bisogni”, strumenti cioè modificabili e integrabili a seconda delle specifiche esigenze e situazioni. La raccolta delle informazioni permette una riflessione sulle cause dei fenomeni e rende possibile la pianificazione di un intervento.

Quali interventi vanno necessariamente sviluppati al fine di contenere fenomeni connessi alle manifestazione di atti di bullismo e/o cyberbullismo (devianza giovanile, dispersione scolastica,esplicita e implicita, povertà educativa, difficoltà e perdita degli apprendimenti, disuguaglianze digitali e rischi connessi alla didattica on line, post-pandemia, violenza sociale) in contesti educativi formali ed informali?

È essenziale monitorare la presenza e la crescita di tali indicatori al fine di prevedere un coinvolgimento di esperti in caso di bisogni da coprire, grazie anche alla predisposizione e alla condivisione di un patto educativo nella comunità di riferimento.

Un impegno di sistema: concetti, procedure e soggetti

Qualsiasi strategia socio-educativa venga compiuta a livello scolastico diventa più efficace se i soggetti interessati alla problematica in questione vengono coinvolti nel suo sviluppo e nel suo mantenimento grazie ad un modello partecipativo, di rete, che crei un impegno nel futuro e provveda a coprire le correlate emergenze sociali. Si tratta dunque di procedere adottando la metodologia dell’approccio e dello sviluppo di comunità.

Si tratta dunque di partire dalle risorse esistenti, individuando e mettendole in rete, per poi predisporre una pianificazione ed implementazione degli interventi e/o dei servizi già esistenti.

Questa finalità può essere raggiunta se strutturata sull’impegno della comunità locale a seguire alcune decisive azioni di sviluppo. Si elencano di seguito delle procedure da adottare. 

  1. Conoscenza dei fenomeni da prevenire e contrastare attraverso sia la lettura di dati e di statistiche già in essere - ad esempio da osservatori nazionali o regionali - sia grazie alla promozione di specifiche indagini sui luoghi della socializzazione che mostrino su di un campione anche rappresentativo le tendenze prevalenti considerando l’età e l’appartenenza identitaria (sociale, culturale, di genere, religiosa…). È preferibile l’utilizzo di mixed methods al fine di restituire una visione integrata del livello di analisi quantitativo e qualitativo delle indagini promosse.
  2. Redazione e aggiornamento su base annuale di un documento di valutazione del rischio di bullismo e cyberbullismo tenendo conto dei risultati delle indagini effettuate e relative al contesto comunitario di riferimento. Con un’attenzione rivolta ad alcuni indicatori quali: area comunitaria maggiormente coinvolta; tipologia di scuola; luoghi non formali interessati; tipologia di giovani coinvolti/e; fascia di età prevalente; stereotipi di genere e culturali emergenti. 
  3. Aggiornamento periodico del piano educativo di comunità sulla base  dei risultati di ricerca per rendere più efficaci le azioni di prevenzione: a chi, con quali strumenti e linguaggi. 
  4. Comunicazione a tutti i soggetti della comunità delle azioni da adottare per garantire la prevenzione e la lotta al bullismo e al cyberbullismo grazie alla creazione di spazi di discussione - anche virtuali - sulle tendenze emerse. Utilizzo di tavoli periodici di incontro per la programmazione delle attività.
  5. Sensibilizzazione e disseminazione a livello comunitario delle azioni svolte con particolare attenzione alle famiglie come soggetti destinatari.
  6. Definizione di uno sportello di ascolto territoriale volto a consentire a tutti i soggetti coinvolti di segnalare (anche in forma anonima) eventuali casi di bullismo/cyberbullismo e di tenere sotto controllo le misure adottate. 
  7. Mappatura il più possibile esaustiva dei servizi attivi sul territorio di riferimento ed utili al contrasto dei fenomeni indagati. Tale mappatura costituirà nel suo insieme la rete di supporto di comunità, da implementare e/o intensificare nel tempo. A questo reticolo di strutture sono collegate le risorse a livello di esperti/e di settore da attivare a seconda dei bisogni individuati.

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This e-book, realized for the WAI project, are freely downloadable from the WAI website!

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