Cinema, narrazione e animazione per parlare di violenza assistita con le giovani generazioni
Il laboratorio I colori del riscatto, ideato e condotto da Francesco Filippi, ha proposto agli alunni e alle alunne della classe 5A dell’Istituto Comprensivo “Leopardi” di Grottammare (AP) un percorso riflessivo e creativo sul tema della violenza di genere, con un’attenzione particolare alla violenza assistita. Il linguaggio cinematografico e quello narrativo sono stati utilizzati come strumenti educativi capaci di rendere accessibili temi complessi, favorendo l’elaborazione emotiva, il dialogo e la partecipazione attiva del gruppo classe.
Il percorso si inserisce all’interno di Giovani Generazioni, programma di sensibilizzazione e prevenzione della violenza di genere promosso negli ambiti territoriali sociali 21, 22, 23 e 24 con il sostegno della Regione Marche e affidato alla Cooperativa Sociale On the Road, su incarico del Comune di Ascoli Piceno – capofila ATS 22.
Il laboratorio è stato realizzato dall’Osservatorio di Genere APS e si è sviluppato in quattro incontri per un totale di otto ore, alternando momenti di visione, confronto, scrittura collettiva e produzione creativa. Un percorso pensato per bambini e bambine della scuola primaria, ma costruito con grande cura rispetto alla delicatezza dei contenuti e alle modalità di restituzione.
Dallo sguardo al racconto: Mani Rosse e Shinku
Il primo incontro ha rappresentato un momento centrale di avvio del percorso. La visione del mediometraggio animato Mani Rosse, disponibile su RaiPlay, ha offerto alla classe uno stimolo potente per riflettere sul ruolo dell’immaginazione come via di emancipazione dalla violenza domestica. La storia di Ernesto e Luna, e in particolare il coraggio silenzioso del protagonista nel riconoscere e affrontare una situazione di violenza, ha generato un confronto intenso e partecipato.
A partire dal film, è stato introdotto il romanzo Shinku. Il colore della rabbia, del sangue e del riscatto, che riprende i personaggi e le tematiche del cortometraggio ampliandole in una narrazione più complessa. La consegna del libro ha permesso di dare continuità temporale al lavoro, offrendo agli studenti e alle studentesse uno spazio individuale di rielaborazione attraverso riflessioni scritte o produzioni creative personali.

Scrivere insieme: il coraggio come competenza da allenare
Nel secondo incontro il gruppo classe ha lavorato alla scrittura collettiva di una sceneggiatura per uno spot sociale animato. A partire dalle suggestioni emerse dal film, dal romanzo e dalle riflessioni individuali, i ragazzi e le ragazze hanno costruito democraticamente una storia breve, capace di restituire il messaggio che più li aveva colpiti: aiutare chi subisce violenza richiede coraggio, e il coraggio può essere allenato.
Il lavoro di brainstorming, caratterizzato da una forte partecipazione anche da parte degli studenti solitamente meno coinvolti, ha favorito dinamiche di ascolto, confronto e mediazione, mostrando una significativa capacità di autogestione del gruppo. Il processo di scrittura è diventato così un’esperienza educativa a tutti gli effetti, in cui contenuti e competenze relazionali si sono intrecciati.

Animare le emozioni: la stop-motion come linguaggio educativo
Il terzo incontro è stato dedicato alla realizzazione dello spot attraverso la tecnica della stop-motion intitolato "Alleniamo il coraggio". Utilizzando pupazzi bidimensionali, plastilina e oggetti di uso quotidiano, gli studenti e le studentesse hanno dato forma visiva alla sceneggiatura, sperimentando in modo diretto il lavoro sull’immagine, sul tempo e sulla collaborazione.
La scelta dell’animazione ha permesso di tradurre emozioni complesse in segni, colori e movimenti, rendendo il messaggio accessibile e condivisibile. Anche la registrazione delle voci ha contribuito a rafforzare il senso di responsabilità individuale all’interno di un progetto collettivo, in cui ogni contributo risultava necessario alla riuscita finale.

Restituire, riflettere, condividere
L’ultimo incontro ha rappresentato un momento di restituzione e confronto conclusivo. La visione dell’animazione realizzata e la condivisione degli elaborati individuali hanno permesso di ripercorrere il cammino svolto, dando valore ai processi oltre che ai prodotti. Il dibattito finale ha offerto uno spazio protetto per esprimere pensieri, domande e risonanze emotive, consolidando gli apprendimenti maturati durante il percorso.
Ricadute educative e valore del percorso
I colori del riscatto ha dimostrato come il cinema, la letteratura e l’animazione possano diventare strumenti efficaci di educazione alla legalità, al rispetto e alla consapevolezza emotiva. Il laboratorio ha attivato risorse spesso poco visibili, coinvolgendo studenti e studentesse meno propensi a esporsi e rafforzando le competenze di cooperazione, ascolto e responsabilità condivisa.
Attraverso un linguaggio simbolico e narrativo, il tema della violenza di genere è stato affrontato senza semplificazioni, ma con attenzione all’età e ai bisogni del gruppo, offrendo chiavi di lettura che restano nel tempo e che possono essere riprese nel lavoro didattico quotidiano.
I colori del riscatto e Giovani Generazioni
Il laboratorio I colori del riscatto si inserisce nelle azioni di Giovani Generazioni, iniziativa realizzata grazie ai fondi della Regione Marche per azioni complementari di prevenzione e contrasto alla violenza di genere. Affidate alla Cooperativa Sociale On the Road dal Comune di Ascoli Piceno, capofila dell’ATS 22, le attività laboratoriali sono state ideate, realizzate e condotte da esperte e esperti dell'Osservatorio di Genere APS. Un impegno condiviso che riconosce nell’educazione emotiva e narrativa un investimento fondamentale per la crescita di una cittadinanza consapevole, equa e non violenta.
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