Ti sei mai chiesto cosa significhi l'acronimo LGBTQIAP+? O perché vediamo sventolare così tante bandiere colorate durante i Pride?
Dietro queste lettere si cela una storia affascinante, fatta di lotte, conquiste e un'evoluzione continua. In questo articolo, esploreremo l'origine e il significato di questo acronimo sempre più lungo, scoprendo come si è evoluto nel tempo e cosa rappresenta oggi, inoltre conosceremo l’importanza del mese di giugno per questa comunità e le origini della bandiera arcobaleno.
Il significato delle lettere
L = Lesbiche: La parola è da sempre stata associata alle opere di Saffo, donna greca vissuta sull’isola di Lesbo che scrisse poemi sulla passione tra persone dello stesso genere. Nel 1980 il termine viene usato in ambito scientifico, per poi diffondersi ed essere stato adottato per indicare le donne che provano attrazione romantica, emotiva e/o sessuale verso altre donne.
G = Gay: Nel 1862, l’avvocato e scrittore K. H. Urlichs usò il termine uranismo per indicare gli uomini attratti da altri uomini, ma il termine non ebbe successo. Alla fine del 1800 il giornalista K.M.Kertbeny coniò i termini omosessualità e bisessualità, ma anche eterosessualità. In particolare, il termine omosessuale o gay indica gli uomini che provano attrazione romantica, emotiva e/o sessuale verso altri uomini.
B = Bisessuali: Parola coniata dal giornalista K.M. Kertbeny, indica coloro che provano attrazione romantica, emotiva e/o sessuale verso persone di più generi.
T = Transgender: Con questa espressione si indicano le persone la cui identità di genere non corrisponde al sesso assegnato alla nascita. Il termine inizia ad essere utilizzato negli anni Sessanta, anche grazie alle attiviste trans, e si diffonde nel corso degli anni 2000, periodo in cui i transgender, dopo una lunga battaglia, iniziano ad essere considerati parte della comunità LGBT.
Il termine è stato coniato da Virginia Prince, nata a Los Angeles nel 1912 con il nome di Arnold Lowman. A 12 anni inizia ad indossare gli abiti della madre, successivamente si sposa con una donna, ma questo matrimonio termina con un divorzio in seguito alla confessione di Virginia del suo travestimento, reso poi pubblico dal divorzio.
All'inizio degli anni '60 Virginia inizia a vivere la vita di una donna e crea una newsletter per supportare le persone trans, i coniugi e le famiglie, chiamata "Transvestia".
Questo le costa la libertà vigilata, in quanto il materiale è ritenuto osceno dalle leggi vigenti negli USA.
Gli obiettivi della rivista "Transvestia" sono tre:
- Garantire ESPRESSIONE a coloro che sono interessati ai temi dell'abbigliamento e della moda esotici e insoliti.
- Fornire INFORMAZIONI a coloro che, per ignoranza, condannano ciò che non capiscono
- Fornire EDUCAZIONE a coloro che vedono il male dove non esiste.
Gli obiettivi chiave della pubblicazione sono quelli di connettere gli individui, oltre a insegnare a tollerare la diversità.
Virginia Prince conia quindi il termine transgender e fonda anche l'organizzazione nazionale Full Personality Expression (FPE) nel 1962, un supporto internazionale e organizzazione sociale per i travestiti eterosessuali e le loro famiglie e amici.
Q = Queer: Termine un tempo usato come insulto per escludere le persone da una società eteronormativa, ora è rivendicato come simbolo di orgoglio e inclusività per tutte le persone che non si identificano nell'eterosessualità e nella cisgenderità.
I = Intersessuale: Negli ultimi anni è stata aggiunta la I per indicare coloro che hanno un corpo che non corrisponde alla definizione tipica dei corpi maschili o femminili.
L’intersessualità comprende diverse forme: variazioni fisiche rispetto ai genitali, alle gonadi, agli ormoni, …
A = Asessuale: Persone che non provano attrazione sessuale verso gli altri, o presentano mancanza di pulsioni verso l’attività sessuale.
P = Pansessuale: Spesso non presente nella sigla, la P indica gli individui pansessuali, ovvero coloro che provano attrazione emozionale, romantica e/o sessuale verso un individuo senza dare importanza al suo sesso e al suo genere.
+: Simbolo che indica tutte le altre identità di genere e sessuali non esplicitamente menzionate, sottolineando la fluidità e la diversità dell'esperienza umana, ovvero indicando che l’acronimo è in evoluzione
Il mese di giugno e la bandiera arcobaleno
Il mese di giugno, noto anche come Pride Month, è un mese importante nella storia della comunità LGBTQIAP+.
Per comprenderne il motivo, bisogna andare indietro alla notte tra il 27 e il 28 giugno 1969, in un locale di Manhattan, lo Stonewall Inn, bar frequentato principalmente dalla comunità arcobaleno.
Quella notte i polizotti entrarono nel locale, picchiando gli avventori del bar come erano soliti fare, tuttavia questi ultimi si ribellarono, dando vita ai famosi Moti di Stonewall.
A questi seguì la fondazione del Gay liberation Front, che dall’anno seguente organizzò il primo Pride della storia, che si ripete ogni anno a giugno per ricordare i Moti di Stonewall e sensibilizzare i cittadini per costruire una società libera da stereotipi e discriminazione.
Tra i simboli del gay pride troviamo la bandiera arcobaleno, simile alla bandiera della pace, da cui si differenzia per due particolari: ha un colore in meno (il turchese) e l’ordine dei colori è opposto, con il rosso in alto. La somiglianza non è casuale: l’arcobaleno, infatti, è universalmente riconosciuto come simbolo di pace e armonia.
La “rainbow flag” della comunità LGBT+ fu disegnata dall’artista Gilbert Baker nel 1978, e in origine aveva 8 colori invece dei 6 attuali: oltre al turchese, c’era anche il rosa in cima.
In linea con la filosofia new age, ogni colore corrispondeva nella visione di Baker a un preciso significato: il rosa per la sessualità, il rosso per la vita, l’arancione per la salute, il giallo per la luce del sole, il verde per la natura, il turchese per la magia e l’arte, il blu per la serenità e infine il viola per lo spirito.
Le strisce divennero poi sette perché la stoffa rosa era difficile da reperire, e infine nel 1979 sparì il turchese per un altro motivo molto pratico: gli organizzatori della parata di San Francisco volevano dividere in due la bandiera per decorare i due fianchi del corteo, e avendo quindi bisogno di un numero pari di strisce decisero di eliminare il colore azzurro.
Nacque così la bandiera che da più di quarant’anni sventola a ogni Pride, a simboleggiare la lotta pacifica di milioni di persone per un mondo che riconosca a tutti il diritto di amare ed essere amati senza doversi nascondere
Conclusioni
Negli ultimi anni, sono state create numerose bandiere che riflettono le sfumature sempre più ampie della comunità LGBTQIAP+ (che conosceremo nei prossimi articoli), un acronimo in continua evoluzione, proprio come la nostra comprensione dell'identità di genere e dell'orientamento sessuale. Il Pride non è solo una festa, ma un momento di riflessione e di impegno per un mondo più giusto e inclusivo.
Celebrando i moti di Stonewall, onoriamo coloro che hanno lottato per i nostri diritti e ci impegniamo a continuare la loro battaglia.
Ognuno di noi può fare la differenza: informiamoci, sosteniamo le iniziative LGBTQIA+ e lavoriamo insieme per costruire un futuro in cui tutti possano vivere liberamente e autenticamente.
Questo articolo è pubblicato anche nella rubrica Lo sapevi che...
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