Le artiste dell’Osservatorio di Genere raccontano con i loro lavori il valore della memoria, dell’inclusione e dell’uguaglianza.
Anche per l’ottava edizione del concorso didattico “Sulle vie della parità nelle Marche”, l’arte ha avuto un ruolo centrale nel valorizzare e accompagnare i progetti vincitori. Le opere, realizzate da quattro artiste legate all’Osservatorio di Genere – Luisa Gianfelici, Aurora Carassai, Elena Borioni e Daniela Scriboni – rappresentano una forma espressiva potente per raccontare storie, biografie e simboli legati alla parità di genere.
Ogni creazione è pensata in dialogo con il tema della sezione a cui è abbinata, contribuendo a rendere ancora più significativo il premio destinato alle scuole.
Maria Mitchell: la scienziata delle stelle
Opera di Luisa Gianfelici | Sezione C – STEM
Il volto dolce ma determinato di Maria Mitchell, prima astronoma professionista degli Stati Uniti, campeggia nella composizione realizzata da Luisa Gianfelici. Con una luce vibrante e calda – come quella di una candela accesa durante le sue lunghe notti di studio – l’opera rende omaggio a una figura pionieristica nel campo scientifico e nella battaglia per la parità. I dettagli dell’illustrazione, arricchiti da simboli astronomici, restituiscono l’identità di una donna che, oltre a scoprire una cometa che portò il suo nome, fu anche attivista per il diritto al voto e docente universitaria. Un’ispirazione luminosa per tutte le ragazze che guardano al cielo e sognano di “osservare non invano il sorgere e il calare delle stelle”.

Libere e Solide: il lavoro che sostiene
Opera di Aurora Carassai | Sezione B – Donne e lavoro
Nell’opera di Aurora Carassai, il lavoro femminile è rappresentato come parte integrante e fondante dell’identità delle donne. “Libere e solide” è il titolo evocativo scelto dall’artista per una figura femminile che, nella sua essenzialità, assume sembianze quasi mitologiche: è una donna-baco, simbolo di trasformazione e pazienza, che guarda al futuro portando sulle spalle il peso e l’orgoglio del proprio contributo alla crescita sociale e urbana. La colonna vertebrale che si fonde con l’idea del lavoro diventa emblema di forza interiore e autonomia.

Verso la parità: il coraggio della sfida
Opera di Elena Borioni | Sezione D – Percorsi (Donne e sport)
Con una sciatrice al cancelletto di partenza, Elena Borioni ha scelto di rappresentare la condizione femminile nello sport come metafora della più ampia sfida sociale verso la parità. La sua opera, intitolata “Verso la parità”, accompagna il progetto della classe 3^A dell’IC Paladini di Treia, che ha voluto intitolare un’aula alla giovane promessa dello sci Matilde Lorenzi. La discesa diventa così immagine potente di un impegno costante per superare le disuguaglianze, un richiamo alla necessità di uno sport – e di un mondo – libero da discriminazioni, in cui talento e merito contino più di ogni altra differenza.

Tina Modotti: la fotografia e la rivoluzione
Opera di Daniela Scriboni | Sezione A – Michela Murgia
Per la sezione dedicata a Michela Murgia, scrittrice e intellettuale che ha saputo far dialogare letteratura, attivismo e impegno civile, Daniela Scriboni ha scelto di ritrarre un'altra donna eccezionale: Tina Modotti.
Nata a Udine nel 1896, Tina fu operaia, attrice, fotografa, rivoluzionaria. La sua esistenza fu un viaggio continuo, segnato da scelte radicali e da una forte coerenza tra vita e ideali. Visse tra Italia, Stati Uniti, Messico, Spagna e Russia, intrecciando il proprio percorso con figure come Frida Kahlo, Diego Rivera, Edward Weston, Robert Capa, Pablo Neruda. Ed è proprio Neruda a dedicarle, alla sua morte prematura a soli 45 anni, un epitaffio commovente:
“Tina Modotti, sorella, tu non dormi, no non dormi, forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri [...] Riposa dolcemente, sorella…”
L’opera di Scriboni ci restituisce una presenza intensa, carica di storia e di dignità. La figura di Tina Modotti diventa simbolo di una militanza vissuta fino in fondo, capace di unire estetica e rivoluzione, arte e giustizia sociale.

Le opere delle artiste dell’Osservatorio di Genere non sono solo premi, ma strumenti narrativi che parlano direttamente alle emozioni, rafforzano il senso dei progetti scolastici e lasciano un’impronta visiva indelebile nel percorso educativo.









