Le altre facce della violenza di genere
Quando si pensa alla violenza, la prima immagine che spesso affiora è quella di un'aggressione fisica: lividi, ferite visibili. La realtà, però, è molto più complessa e insidiosa, soprattutto quando parliamo di violenza di genere.
Si tratta di un fenomeno purtroppo diffuso a livello globale, radicato nelle disuguaglianze tra uomini e donne, nel patriarcato e nel maschilismo, che colpisce in modo sproporzionato queste ultime. Con il termine violenza di genere si intende infatti qualsiasi forma di violenza diretta contro una persona a causa del suo genere.
Non si tratta solo di un pugno o di uno schiaffo: la violenza si nasconde anche nelle parole velenose, nei silenzi assordanti, nel controllo del denaro, nella privazione della libertà. Comprendere le sue diverse manifestazioni è il primo passo per riconoscerla, denunciarla e costruire una via d'uscita per chi ne è vittima.
Esistono quattro principali forme di violenza, diverse nelle modalità ma ugualmente distruttive per l’integrità e la dignità di una persona. Ognuna può manifestarsi da sola o insieme alle altre: nessun campanello d’allarme deve essere sottovalutato.
La violenza fisica: quando il corpo subisce
È la forma più evidente, quella che lascia segni visibili. Comprende qualsiasi atto intimidatorio o aggressivo che mette a rischio l’integrità del corpo: spintoni, morsi, botte, uso di armi, tentativi di omicidio, fino all’essere rinchiusi in casa.
L’obiettivo è infliggere dolore, spaventare e controllare la vittima attraverso la paura fisica.
La violenza sessuale: la violazione del corpo e della dignità
Colpisce l’intimità della persona imponendo atti o pratiche sessuali non desiderate, ottenute con la forza o con minacce. Non riguarda solo lo stupro: rientrano anche le molestie (anche telefoniche), la richiesta di atti umilianti o rapporti dolorosi.
Forme meno evidenti ma altrettanto gravi includono matrimoni forzati, impedimento all’uso di contraccettivi, aborto forzato, mutilazioni genitali.
La violenza sessuale genera ferite fisiche e psicologiche profonde, minando la fiducia e riducendo la persona a un oggetto.
La violenza psicologica: una ferita invisibile
È tra le forme più subdole. Non lascia lividi, ma distrugge autostima ed equilibrio emotivo.
Rientrano tradimenti continui, menzogne, controllo ossessivo, limitazioni alla libertà personale, aggressioni verbali, denigrazioni, umiliazioni pubbliche e private, ricatti emotivi, minacce di violenza verso la vittima o i suoi cari, minacce di autolesionismo o suicidio da parte dell’aggressore.
È una tortura invisibile che erode l’identità della vittima, rendendola fragile e dipendente.
La violenza economica: la dipendenza che imprigiona
Anche questa è difficile da riconoscere. Mira a creare una dipendenza finanziaria, privando la vittima della propria autonomia.
Si manifesta con il controllo dello stipendio, l’impedimento a lavorare, l’imposizione di debiti, il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento, la negazione dell’accesso alle finanze familiari o la manipolazione della situazione patrimoniale.
In questo modo l'aggressore toglie possibilità di indipendenza, rendendo la vittima prigioniera della relazione.
Come rompere il silenzio: strumenti e contatti utili

Riconoscere le forme di violenza è il primo passo. Il secondo è sapere che esiste aiuto e che nessuno deve affrontare questo percorso da solo. Ecco gli strumenti fondamentali:
1522 – Numero antiviolenza e stalking
Attivo 24 ore su 24, tutti i giorni. Offre ascolto, informazioni, indirizzamento ai servizi territoriali.
Centri Antiviolenza (CAV)
Luoghi sicuri con personale specializzato che fornisce accoglienza, supporto psicologico, legale e percorsi di uscita dalla violenza. È possibile cercare i CAV presenti sul territorio nazionale.
Il gesto universale di richiesta d’aiuto
Un segnale silenzioso da usare quando non si può parlare: mostrare il palmo, piegare il pollice e chiudere le altre dita a pugno sul pollice. Conoscerlo può salvare vite.

La violenza di genere, in qualunque forma, non è mai accettabile. Riconoscerne le sfumature – fisiche, psicologiche, economiche, sessuali – permette di individuarla in tempo e di intervenire.
La consapevolezza è un potente strumento: aiuta a leggere i segnali, a non minimizzare e a trovare il coraggio di agire.
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